COM’E’ FATTO UNO SKATEBOARD

Partiamo subito dalla parte fondamentale dello skateboarding, LA TAVOLA! Nello schema seguente vengono presentati i principali componenti di uno skateboard. Cliccando in corrispondenza dei nomi delle parti si verrà condotti direttamente alla pagina specifica all’interno del sito, raggiungibile comunque anche dal classico menù di navigazione.

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STORIA E CURIOSITA’ SULLO SKATEBOARDING

Benvenuto sul sito dedicato allo skateboard, o meglio allo skateboarding, comprendendo nel termine non solo la semplice tavola per fare “numeri” e acrobazie, ma anche uno stile di vita.
Per capire meglio l’arte dello skate può essere interessante analizzare l’evoluzione di questo fenomeno, che può essere visto sotto vari punti di vista. Alcuni lo concepiscono come una semplice attività ricreativa, altri (i professionisti dello skate) come un lavoro, altri ancora come una forma d’arte o semplicemente come un mezzo di trasporto.
Stando a un rilevamento statistico del 2002, nel mondo sarebbero ben 18.5 milioni gli skaters, la stragrande maggioranza dei quali si colloca sotto i 18 anni ed è si sesso maschile.
Lo skateboard ha una storia relativamente recente. Di certo le sue origini sono statunitensi in generale e californiane in particolare. La sua diffusione è ormai mondiale. Si pensa che i primi, rudimentali skateboards possano risalire a un periodo collocabile tra la fine degli anni 40 e l’inizio dei 50 del secolo scorso, in California. L’impulso sarebbe nato dai surfisti, desiderosi di praticare uno sport simile al loro anche in assenza di onde o nei periodi d’impossibilità a uscire con la tavola a causa delle condizioni meteorologiche.

Esempio di skateboard rudimentale

Esempio di skateboard rudimentale

I primi skateboards erano costituiti da una scatola di legno alla quale venivano applicate delle ruote prese dai pattini. Successivamente le scatole diventarono assi e alcune compagnie iniziarono a produrne a livello industriale, utilizzando principalmente il legno. In questa prima fase di sviluppo, lo skateboarding veniva visto come qualcosa di divertente da praticare in unione con il surfing ed era chiamato “Sidewalk Surfing”, cioè “surf da marciapiede”. Anche le manovre eseguite con i primi skates erano molto simili a quelle effettuate dai surfisti.
Molti produttori di tavole da surf, come Makaha, iniziarono a fabbricare skateboards somiglianti ai surf. La popolarità del fenomeno skateboard aumentò sempre più, tanto che nel 1965 furono trasmessi in televisione i primi campionati internazionali di questo sport. Tra il 1963 e il 1965 la compagnia Makaha riuscì a vendere circa 10 milioni di tavole, ma già l’anno seguente ci fu un drastico calo anche in termini di popolarità, che continuò fino ai primi anni 70, quando Frank Nasworthy diede una svolta positiva, sviluppando ruote in poliuretano. Questo materiale consentì una trazione maggiore e un miglioramento significativo delle prestazioni generali per cui, a partire dall’anno di lancio sul mercato (1972), lo skateboarding riguadagnò popolarità. Molte compagnie iniziarono a produrre carrelli (trucks) appositamente studiati per essere agganciati alle tavole e reggere le ruote. Le tavole iniziarono a diventare più larghe, raggiungendo e in alcuni casi superando i 25 centimetri, per consentire una maggior controllo. E’ questo il periodo delle cosiddette “Banana Board”, tavole particolarmente strette, flessibili e leggermente ricurve nella parte posteriore, disponibili in svariati colori, ma con il giallo che spopolava, da qui il nome.
Successivamente i produttori sperimentarono nuovi materiali, quali la fibra di vetro e l’alluminio, ma con scarso successo. Il materiale per eccellenza divenne poi il compensato di acero canadese. L’evoluzione consentì agli skaters di sviluppare nuovi tricks. I nomi da ricordare sono senz’altro quelli di Ty Page, Bruce Logan, Bobby Piercy, Kevin Reed e degli Z-Boys. Tutti questi praticanti iniziarono a usare lo skateboard non più in senso orizzontale, ma in verticale, usando le pareti delle piscine, a secco a causa della siccità che colpì la California nel 1976.

Ginocchiera, gomitiera e polsiera

Ginocchiera, gomitiera e polsiera

Questo favorì la nascita di nuovi e più pericolosi tricks verticali e il parallelo sviluppo di attrezzature di protezione, come ginocchiere, polsiere e gomitiere e e anche di rampe verticali artificiali. Sempre nel 1976 Alan “Ollie” Gelfand inventò un trick destinato a cambiare la storia dello skateboard: l’ollie appunto. La diffusione fu rapida, dalla East Coast alla West Coast e poi al mondo intero. L’ollie fu adattato alla strada da Rodney Mullen, nel 1982. Contemporaneamente al movimento verticale, si sviluppò anche il “freestyle”, caratterizzato dallo sviluppo di tricks da strada. Nei primi anni 80 il movimento si ritornò di nuovo in crisi, ma di certo fu lo skate da strada a farla da padrone, con il solito Rodney Mullen che inventò molti dei tricks alla base del moderno skateboarding, come l’Impossible e il Kickflip. Molti skaters, in mancanza di parchi appositi nei quali praticare il loro sport, iniziarono a invadere i centri commerciali. Ben presto però i proprietari di tali centri si lamentarono per i danni che gli skaters provocavano e quindi fu impedito loro l’accesso. A partire dagli anni 90 lo skateboarding divenne soprattutto sport da strada, praticato con tavole di poliuretano duro, larghe dai 17 ai 21 centimetri, lunghe dai 76 agli 80 centimetri e con ruote piuttosto piccole in modo da garantire leggerezza e una maggior inerzia. Il tutto si tradusse in un aumento della manovrabilità e nel conseguente sviluppo di nuovi tricks. Venendo a un periodo più recente, a partire dal 2004 ogni 21 giugno viene celebrato il “Go Skateboarding Day”, al fine di promuovere tale sport. Volendo citare grandi nomi che hanno contribuito alla diffusione di questo spettacolare sport, sicuramente occorre includere, oltre ai già citati Rodney Mullen e Alan Gelfand, Tony Hawk, Stacy Peralta, Jay Adams, Bam Marghera, Dave Andrecht, Eddie Elguera, Danny Way, Andy McDonald, Andrew Reynolds e Steve Caballero.


LA CULTURA DELLO SKATEBOARD

Tony Hawk - Il piu' noto skater del Mondo

Tony Hawk - Il piu' noto skater del Mondo

Lo skateboarding non è solo un divertimento e uno sport, ma anche e soprattutto uno stile di vita. Non a caso si è sviluppato dal surfing, altro sport/divertimento che presuppone una certa filosofia di vita. Chi ha presente il film “Point Break” sa di cosa si sta parlando. Gli skaters inizialmente venivano considerati giovani ribelli e anticonformisti. Spesso si riteneva che la costruzione di zone dedicate a tale pratica potesse portare un conseguente aumento della criminalità e dello spaccio di droga. Di recente, soprattutto con la diffusione della figura dello skater professionista, questo sport è stato avvicinato alle culture hip-hop, reggae e hard rock. Molto spesso, infatti, i video didattici dei pro vengono accompagnati da musiche hard rock, hip-hop e reggae. La filmografia ha contribuito a diffondere un’immagine dello skater come quella di ragazzo che ama divertirsi stando assieme agli altri, che ha una visione positiva della vita pur conservando un certo disprezzo per l’autorità e per le regole in generale.

Altro importante contributo alla cultura dello skate in senso lato è stato dato dallo sviluppo di videogiochi multipiattaforma dedicati. In tal senso la serie più famosa è legata al nome del grande skater Tony Hawk.